La cultura dell’energia – di Roberto Poli e Paolo Scaroni

È stato pubblicato il primo volume dell’Enciclopedia degli Idrocarburi, edita dall’Istituto dell’Enciclopedia italiana Treccani e promossa dall’Eni. Ecco la presentazione dell’opera firmata da Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo.

Gli idrocarburi sono stati nel ventesimo secolo e rimarranno nei prossimi Piattaformedecenni la fonte energetica di gran lunga più importante, motore dello sviluppo economico e industriale, fattore determinante dell’organizzazione sociale, materia prima strategica al cui destino si sono strettamente intrecciati alleanze, conflitti, questioni geopolitiche e di sicurezza. Nessun altro settore dell’economia presenta livelli paragonabili di complessità e di incertezza ed è in grado di giocare un ruolo altrettanto rilevante sullo scacchiere internazionale. Conoscere il mondo degli idrocarburi, la loro storia, le caratteristiche tecniche e le prospettive costituisce una chiave di lettura indispensabile per la comprensione dei sistemi internazionali attuali e del loro sviluppo futuro. L’Enciclopedia degli Idrocarburi dell’Eni nasce con lo scopo di offrire al lettore, specialista e non, una visione chiara e dettagliata di questo settore, affrontando gli aspetti relativi alle vicende storiche, le conoscenze scientifiche, gli elementi e le interrelazioni attraverso cui si articola la catena del valore dell’industria oil and gas, gli sviluppi tecnologici in atto e prevedibili, gli aspetti economici e giuridici che ne influenzano le prospettive. La prima edizione di quest’opera fu voluta da Enrico Mattei – fondatore e primo presidente dell’Eni, allora E.N.I. (Ente Nazionale Idrocarburi) – che, introducendo nel 1962 l’Enciclopedia del Petrolio e del Gas Naturale, ne sottolineava i caratteri di innovatività tecnico-scientifica, di necessità strategica e di urgenza ideale. Innovatività scientifica, in quanto prima raccolta approfondita e sistematica di monografie nel campo degli studi sulla ricerca e sulla utilizzazione degli idrocarburi nei vari settori industriali e delle cognizioni tecnologiche alla base dell’industria petrolifera. Necessità strategica per un paese – l’Italia di allora, “comparsa per ultima sulla scena petrolifera mondiale” – nel quale l’Eni radicava profondamente la propria missione di contribuire allo sviluppo economico nazionale, operando attivamente a livello internazionale. Urgenza ideale, infine, per l’esigenza di illustrare le “intraprese e le figure degli uomini che alla valorizzazione di questa sostanza hanno dedicato le loro migliori energie” e per concretizzare la vocazione alla diffusione delle conoscenze in quanto obiettivo connaturato al successo industriale. Nei cinquant’anni della sua storia, iniziata all’indomani della fine della Seconda Guerra Mondiale in un’Italia povera di materie prime, l’Eni è diventata una delle principali compagnie internazionali del petrolio e del gas del mondo, oggi presente in circa settanta paesi dove opera in modo responsabile verso i propri stakeholder, investendo nelle persone e nella loro valorizzazione, partecipando allo sviluppo sostenibile attraverso l’integrazione dei temi sociali e ambientali nel processo di crescita. Guardando indietro alle fasi di inizio delle attività, appaiono nelle loro reali dimensioni la misura del percorso compiuto dall’Eni e la sua capacità di affrontare con successo le numerose sfide che hanno costellato tale cammino. Il patrimonio tecnologico, imprenditoriale e culturale costruito sino a oggi costituisce un requisito indispensabile per affrontare con successo le nuove, complesse prospettive del futuro. All’inizio del nuovo millennio, il sistema energetico appare oscillare tra due estremi. Da un lato l’emergere di tematiche innovative e nuovi protagonisti, che prefigurano sviluppi radicalmente diversi rispetto al passato; dall’altro il riproporsi di problematiche irrisolte che hanno periodicamente costellato la storia degli idrocarburi. Guardando ai fenomeni nuovi, lo scenario che si prospetta nell’evoluzione del sistema economico appare caratterizzato da una costante crescita della domanda di energia, con tassi di incremento e provenienze geografiche profondamente diversi rispetto al passato. La strategia dell’industria oil and gas nei prossimi decenni è dominata da due elementi: il primo, tradizionale, è rendere disponibili ai mercati quantità crescenti di idrocarburi; il secondo, nuovo, è operare in linea con la forte richiesta di qualità ambientale. Verso questi obiettivi convergono i radicali progressi delle scienze e la rapidità dell’innovazione tecnologica, la pervasività della nuova dimensione informatica e della comunicazione, l’entrata in gioco di fonti energetiche alternative, il cui sviluppo viene valutato soprattutto in base alla necessità e all’urgenza di conseguire una elevata compatibilità ambientale. Accanto a questi elementi fortemente innovativi, lo scenario energetico internazionale vede il riemergere di paure e problemi irrisolti che hanno accompagnato tutta la storia dell’industria petrolifera e che, generando atteggiamenti e reazioni di conservazione, possono offuscare la comprensione del nuovo e lo sviluppo delle sue opportunità. È il caso dei timori relativi all’esaurimento delle risorse, del ritorno da parte di alcuni Stati alla ricerca dell’autosufficienza energetica, del ruolo cruciale giocato dal petrolio nelle aspirazioni e nell’instabilità di ampie regioni del nostro pianeta Il sovrapporsi di vecchio e nuovo rischia di ingenerare, nel dibattito culturale come nelle politiche pubbliche e nelle scelte aziendali, viscosità di valutazione delle opportunità e di rallentare la capacità di rispondere positivamente alla domanda di energia, così come si presenta in questo secolo per provenienza, quantità e qualità. Le compagnie, in particolare, si trovano a fronteggiare una situazione in cui convivono e si influenzano reciprocamente scarsità di buone opportunità d’investimento nell’upstream, incertezza degli scenari, forte competitività in tutti i settori della filiera oil and gas, processi di liberalizzazione dei mercati, crescente regolamentazione ambientale.

Per vincere tali sfide è indispensabile una riflessione sulle strategie da perseguire e sulle nuove modalità di generazione del valore in un settore in cui – più che in qualsiasi altro business – il tradizionale dilemma tra crescita e redditività è reso più critico, in misura superiore oggi rispetto al secolo appena trascorso, dall’intensità dei capitali richiesti dai nuovi investimenti e dalla durata dei progetti. Altrettanto importante è che questi temi strategici e questi dilemmi siano al centro delle riflessioni dei decisori pubblici, delle istituzioni finanziarie, delle organizzazioni sociali sulla base di una cultura condivisa, di un insieme di informazioni aggiornate, serie ed esaurienti, capaci di dar conto delle interrelazioni nuove che si stanno determinando tra energia, sviluppo e ambiente. Per questo motivo l’Eni ha dato vita a questa nuova Enciclopedia degli Idrocarburi, per offrire a un ampio pubblico internazionale tutti gli elementi conoscitivi indispensabili a comprendere le potenzialità e le sfide di un settore decisivo per lo sviluppo equilibrato delle nostre economie e delle nostre società. Con questa iniziativa culturale l’Eni si è posta in una direttrice sia di continuità con l’intuizione e l’opera editoriale promossa da Enrico Mattei, sia di rinnovata prospettiva. Per l’Eni oggi, in continuità con il passato, resta prioritario mantenere attivi i canali di comunicazione con tutte le realtà e i soggetti esterni, individuali e sociali, che dal suo operato derivano servizi, prodotti, ricchezza, ma anche opinioni, stimoli e reazioni in quanto cittadini e istituzioni. Al tempo stesso, per l’Eni continua a essere connaturato al proprio stile di impresa l’obiettivo di fornire un modello di lettura trasparente del proprio modo di operare sui fronti della scienza, della tecnologia e del mercato. Presentare in modo articolato e rigoroso il bagaglio delle conoscenze legate agli idrocarburi e all’energia costituisce una ulteriore manifestazione della politica dell’Eni di diffusione della cultura e della conoscenza connessa con il successo economico. Se da un lato infatti ricerca e innovazione pervadono e sostengono tutte le attività industriali, dall’altro formazione e addestramento per la valorizzazione delle risorse umane interne ed esterne costituiscono elementi indispensabili perché l’impresa consegua pienamente la propria missione. L’inevitabile evoluzione di impostazione dell’opera si coglie invece nel fatto che concepire all’inizio del nuovo millennio un progetto di enciclopedia, per quanto settoriale, significa accettare la sfida di mettere a sistema contenuti e prospettive in rapidissimo cambiamento, confidando di raggiungere un obiettivo di completezza. Il progetto, certamente ambizioso, è stato affrontato non tanto operando – come in passato – per semplice accumulazione di voci e concetti quanto attraverso una mappatura delle trasversalità e interconnessioni di temi complessi, al cui interno grandi sintesi concettuali e tematiche organicamente collegate possono trovare la propria specifica declinazione. Il tratto più innovativo dell’Enciclopedia degli Idrocarburi è la pervasività, in tutti i volumi e i capitoli in cui si articola l’opera, della questione della sostenibilità ambientale. Lungi dall’essere una problematica separata e aggiuntiva, la tutela della salute, della sicurezza e dell’ambiente è considerata e trattata come una modalità intrinseca del sapere e dell’operare dell’Eni in questo settore. Ciò a cui si mira è far emergere un corpus di saperi aggiornato e pienamente rappresentativo della molteplice natura – tecnologica, industriale, economica e geopolitica – degli idrocarburi nel contesto delle nuove tematiche globali che intrecciano energia e ambiente e che sono destinate a influenzare in maniera sempre più radicale lo sviluppo del settore, dei sistemi produttivi, delle economie e delle società nelle diverse aree del mondo. Questo sapere è offerto a tutti i soggetti interessati, sia nel campo specifico, sia nella società, perché ne possano trarre informazioni, conoscenza, spunti di riflessione e di consapevolezza.

Roberto Poli e Paolo Scaroni, Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo Eni