Un uomo nel futuro – di Roberto Poli

Un personaggio di estrema modernità, sempre in contro tendenza. Così il presidente Eni traccia la figura del fondatore Enrico Mattei.

Quest’anno ricorre il centenario della nascita di Enrico Mattei ed Eni ha voluto ricordare il proprio fondatore dando vita a numerose iniziative, tra cui quella di dedicargli questa edizione di Eni’s Way Monografie con articoli di studiosi e personalità che a vario titolo si sono interessati alla sua vita, alla sua azione imprenditoriale, politica e manageriale. Enrico Mattei ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’Italia nel dopoguerra. Intuì, con un anticipo di molti anni rispetto ai suoi contemporanei, l’impatto della ricostruzione post-bellica e la storica occasione che aveva l’Italia in quegli anni per diventare un paese industrialmente evoluto. Aveva valutato che la disponibilità di energia a buon mercato avrebbe creato le condizioni per lo sviluppo del Paese e per questo portò avanti con determinazione il progetto che si concretizzò, nel 1953, con l’approvazione da parte del Parlamento della legge istitutiva dell’Ente Nazionale Idrocarburi: un ente pubblico, posseduto dallo Stato, ma che sarebbe stato gestito con criteri privatistici. Mattei aveva capito che i problemi dell’energia sono problemi degli Stati, intuizione che aveva un predecessore illustre, Winston Churchill. Gli avvenimenti recenti confermano l’attualità del suo pensiero. Molte altre furono le intuizioni che caratterizzarono l’azione imprenditoriale del fondatore Eni. Tra le più note posso citare l’impiego del gas naturale quale fonte primaria di energia; la necessità di disporre di fonti alternative agli idrocarburi, come il nucleare; l’importanza di impostare su basi diverse il rapporto con i paesi produttori, concetto che ritorna oggi di grande attualità; la grande attenzione alla formazione dei giovani ed alla formazione continua del personale – indispensabili per poter competere sullo scacchiere internazionale; la creazione nel 1957 della Scuola Superiore per gli Idrocarburi, la prima business school post-lauream in Italia. Un’altra sua caratteristica fu quella di essere un uomo sempre in contro tendenza: questo tratto distintivo della sua personalità lo si ritrova in molti episodi della sua vita e può forse aiutare a comprendere, o comunque a far riflettere sulle ragioni per cui egli non fu capito a sufficienza dai suoi contemporanei. Chi agisce sempre in contro tendenza diventa infatti per definizione soggetto difficile. Mattei, che pure per Eni nutriva grandi ambizioni, non aveva forse sperato che essa un giorno sarebbe diventata una delle “sette sorelle”. Dopo la sua scomparsa, nel 1962, l’espansione della società è proseguita e si è rafforzata. Ai suoi successori va riconosciuto il merito di averla fatta grande, ma è certamente vero che senza le sue grandi intuizioni non sarebbe stato possibile raggiungere i traguardi di oggi. Eni che è oggi una società quotata sui mercati internazionali, è una società completamente diversa, molto più grande, presente in oltre 70 paesi, più integrata e focalizzata sull’attività propria degli idrocarburi, che cerca di portare avanti, in un mutato contesto internazionale, i principi fondamentali che il suo fondatore affermò. Eni rimane ancora un patrimonio del Paese, una bandiera dell’Italia nel mondo, una multinazionale che coniuga la cultura italiana con la globalizzazione in atto. Proprio per questo temi come la responsabilità sociale di impresa, ovvero il ruolo che una grande azienda moderna deve svolgere nella società, al di là della sua dimensione prettamente economica, sono al centro dell’attenzione della società. Eni, così come affermò il Presidente della Repubblica nel 2003 quando – caso unico nella storia repubblicana – concesse alla società il privilegio di celebrare il 50° anniversario della fondazione al Quirinale, “rappresenta un pezzo della storia d’Italia”. Il mio, il nostro auspicio ed il nostro impegno è che rappresenti anche un pezzo del futuro dell’Italia. Roberto Poli, Presidente Eni