Devil’s Advocate (avvocato del Diavolo)

Forbes – 23 Luglio 2007

Il prestigioso periodico americano Forbes in un lungo articolo intitolato “Devil’s Advocate”, in un articolo di Dan Fisher annunciato in copertina, parla del rapporto di Eni con la Russia. Secondo Forbes Eni è una compagnia formidabile.

>> testo dell’articolo interno

Nel 2006 ha registrato un utile netto di 11.6 miliardi di $ e ricavi per 108 miliardi di $. Ma se vuole continuare a sopravvivere – e se l’economia europea vuol continuare a crescere – deve continuare a portare gli idrocarburi verso ovest. Impresa difficile, in un clima geopolitico raffreddato, dove il Presidente russo Vladimir Putin usa l’energia come una leva strategica e ha l’abitudine di rompere i contatti con le compagnie straniere.
Nel suo ruolo di maggior operatore di gas in Europa, con vendite di 3.200 miliardi di piedi cubi annui (pari al 15% della domanda), Eni è un player strategico per l’economia del continente. In Europa è prevista una crescita del consumo di gas del 2.4% annuo, mentre i giacimenti di gas si andranno lentamente ad esaurire. Entro il 2020 l’Europa potrebbe aver bisogno di ulteriori 11.000 miliardi di piedi cubi di gas all’anno, più del doppio delle attuali importazioni.

Con 6.5 milioni di clienti nel mercato del gas, Eni è la prima fonte di introiti per Gazprom in Europa. L’anno scorso Scaroni ha esteso i contratti di fornitura con Gazprom dal 2017 al 2035, offrendo allo stesso tempo al colosso russo la possibilità di vendere direttamente il gas sul mercato italiano e di partecipare alle operazioni di esplorazione e produzione di elettricità di Eni.

Scaroni sostiene di poter vincere una partita che ha inflitto umilianti sconfitte a competitor come Shell e BP, costrette a una “rinegoziazione” unilaterale e all’espropriazione immediata delle loro riserve. “Siamo differenti da tutti gli altri”, sostiene Scaroni, “grazie alla nostra storia di ottimi rapporti con la Russia, che dura da oltre cinquant’anni, abbiamo costruito un’intesa basata sulla fiducia reciproca che nessuno a parte noi è riuscito a creare”.

Il ruolo di Eni come cuscinetto fra la Russia e l’Occidente è però pieno di rischi. La capacità di Scaroni di fare affari con il Cremlino non è ben vista da tutti.

“L’Europa non può sopravvivere senza la Russia, e la Russia ha un forte bisogno dell’occidente”, afferma Scaroni. A prescindere dall’imprevedibilità di trattare con la Russia, insiste, “voglio essere il loro migliore amico”.

Leggi l’articolo dell’intervista a Scaroni su FORBES
(http://www.forbes.com/free_forbes/2007/0723/072.html)