eni e la chimica

Il sito nasce dall’esigenza di fare chiarezza sulle origini della vicenda Vinyls e sul coinvolgimento di eni, in quanto la ricerca di una soluzione stabile alla situazione non può prescindere dalla conoscenza dei fatti che l’hanno generata e di quanto accaduto nei mesi scorsi.
 

Le origini della vicenda Vinyls
La situazione di crisi in cui oggi versa Vinyls nasce della decisione della società madre, la multinazionale britannica Ineos, di fermare le attività di produzione nel settore del CVM-PVC in Italia negli impianti di Porto Torres, Porto Marghera e Ravenna. Da quel momento si sono succeduti tentativi di salvataggio e rilancio della produzione, che fino ad oggi purtroppo non hanno avuto esito positivo.
Dopo il fallimento dell’acquisizione della Vinyls da parte di un imprenditore italiano, l’azienda è stata posta in amministrazione controllata, gestita da commissari straordinari nominati dal Tribunale sotto la vigilanza del Ministero dello Sviluppo economico. Con Vinyls in amministrazione controllata, la Ramco, multinazionale basata in Qatar, ha manifestato il proprio interesse a rilevarne le attività, avviando un confronto con i commissari straordinari.
Tale confronto ha coinvolto Eni in qualità di proprietaria di impianti che forniscono materie prime alla Vinyls Italia. Ramco infatti intendeva esplorare la possibilità di integrare il ciclo di produzione del PVC ed Eni ha formalizzato la disponibilità alla cessione di questi impianti.
Il 5 maggio si è tenuto un incontro al termine del quale il Ministero dello Sviluppo Economico, Ramco e Eni hanno espresso soddisfazione riguardo agli importanti progressi nei negoziati. Qualche giorno dopo, Ramco ha inaspettatamente comunicato la propria rinuncia.
Il Ministero dello Sviluppo Economico ha emesso un comunicato con il quale invita Ramco a fornire chiarimento sulla rinuncia sulla condotta negoziale, sottolineando il contrasto con lo spirito di collaborazione e le incoraggianti conclusioni dell’incontro precedente.
 

Il ruolo di Eni
Nella difficile situazione di crisi determinatasi a seguito della decisione di Ineos di abbandonare l’Italia, Eni non ha mai smesso di contribuire alla ricerca di soluzioni.
In primo luogo, Eni ha continuato a fornire materie prime alla Vynils Italia fino alla fermata degli impianti malgrado l’ingente credito accumulato (circa 100 milioni di Euro).
In secondo luogo, Eni ha firmato con i commissari prima e Ramco dopo un’intesa sulle forniture dei prodotti necessari al riavvio degli impianti a condizioni particolarmente favorevoli in termini di quantità, prezzi e tempistica di consegna.
Da ultimo, Eni si è resa disponibile a cedere, a Ramco ed a qualunque potenziale acquirente interessato, tutti gli impianti e infrastrutture necessari all’integrazione della filiera produttiva.
 

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