“L’energia e lo sguardo”, il cinema di Eni in un libro di Giulio Latini

Sarà presentato domani 22 febbraio alle 17 presso la Società Geografica Italiana di Villa Celimontana, in via della Navicella 12, il libro L’energia e lo sguardo. Il cinema di Eni nei documentari di Gilbert Bovay. Saranno presenti, oltre all’autore Giulio Latini – regista e docente di Comunicazione multimediale all’Università di Roma Tor Vergata –, i docenti Marco Maggioli e Giovanni Spagnoletti, l’editrice Marta Donzelli, e Lucia Nardi, responsabile delle iniziative culturali di Eni.

Il volume, pubblicato da Donzelli,  parte dal racconto dei rapporti tra cinema e impresa fin dal secondo dopoguerra, per poi esplorare il percorso del cineasta francese Gilbert Bovay nel corso degli anni Sessanta attraverso i documenti e i filmati dell’archivio storico. Su commissione di Eni infatti, Bovay girò in quegli anni una serie di documentari nei paesi di Africa e Medio Oriente nella fase della “decolonizzazione”. Opere come Oduroh (1964), Gli uomini del petrolio (1965) e la trilogia Africa: nascita di un continente (1968) – tutte comprese, in versione integrale, nel dvd allegato al volume – testimoniano l’impegno degli uomini di Eni per instaurare un dialogo con i paesi produttori di petrolio, ed avviare una riflessione sulle condizioni di vita delle popolazioni autoctone.

Il legame di Eni con la cinematografia risale ai tempi in cui Enrico Mattei decise di costituire un proprio ufficio cinema, affidandolo al giornalista Pasquale Ojetti.  Oggi l’archivio storico conserva oltre 2000 pellicole prevalentemente inedite e complessivamente 5000 unità audiovisive, realizzate da registi importanti come Bernardo Bertolucci, Gillo Pontecorvo, i fratelli Taviani. I documentari, realizzati fin dai primi anni Cinquanta, raccontano la scelta del metano, la costruzione della rete dei metanodotti, il lavoro dei tecnici e, negli anni successivi, la ricerca petrolifera in aree geografiche complesse, la convivenza e la collaborazione con diverse comunità.