Eni si toglie la cravatta, in tre mesi 229 tonnellate di CO2 in meno

L’iniziativa Eni si toglie la cravatta rivolta a tutti i dipendenti è giunta alla sesta edizione con clamoroso successo. Prevede l’eliminazione della cravatta nel periodo che va da giugno a settembre, per puntare su un abbigliamento meno formale a vantaggio del risparmio energetico.  Pur mantenendo uno stile appropriato al luogo di lavoro, si potrà optare per un abbigliamento più fresco e leggero, evitando di indossare l’accessorio simbolo dell’universo maschile, se non per circostanze formali.

In ufficio, se si evitano giacca e cravatta è possibile alzare di 1°C la temperatura del condizionatore e contribuire a contenere le emissioni di CO2. L’iniziativa non è rivolta ai soli dipendenti italiani, ma è stata estesa, grazie al contributo di tutti, a tutte le parti del mondo, dall’Europa al Nord Africa, Eni è riuscita a risparmiare energia in modo semplice e intelligente. È stato calcolato che l’ottimizzazione della climatizzazione abbia portato a un risparmio di energia elettrica complessivo di 436.000 kWh (rispetto ai 418.000 kWh nel 2010), a cui corrisponde una riduzione delle emissioni nell’atmosfera di 229 tonnellate di CO2. Il risparmio energetico corrisponde ad una diminuzione dei consumi di energia elettrica di climatizzazione di circa il 9,5%.

Eni con l’iniziativa Eni si toglie la cravatta è andata oltre le righe per sensibilizzare sul tema dei consumi, cercando di far capire ai dipendenti il giusto uso dei condizionatori in estate ed evitare il loro uso smodato. Dal 2007 ha riscosso un successo strepitoso tanto da diventare un evento mediatico e ha raccolto adesioni da parte di aziende, del mondo politico, di gente comune.

Da sei anni il successo dell’iniziativa  è confermato da dati sempre più incoraggianti, che derivano da una partecipazione sempre maggiore da parte dei dipendenti. Rinunciare a un accessorio  di abbigliamento, per quanto simbolo di eleganza e italianità, ha permesso di affrontare un argomento decisamente concreto: la riduzione dei consumi attribuibili all’uso smodato dei condizionatori d’aria durante i mesi estivi. Il consiglio di Eni di togliere la cravatta in ufficio è diventata modello da seguire anche per altre aziende e conferma l’impegno di preservare l’ambiente e il territorio mediante un utilizzo accorto e razionale delle risorse energetiche.