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10.06.10

eni award 2010

Si è svolta al Salone delle Feste del Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, del Presidente di Eni Roberto Poli e dell’Amministratore Delegato di Eni Paolo Scaroni, la cerimonia di premiazione di eni award 2010.

Il premio, istituito nel 2007, è stato assegnato negli ambiti di attività che caratterizzano le linee strategiche della società nella ricerca, tra cui l’impegno a 360 gradi di Eni per la sostenibilità dell’energia e la tutela dell’ambiente.

Il premio ha riguardato le nuove frontiere degli idrocarburi, le energie rinnovabili e non convenzionali, la protezione dell’ambiente e il debutto nella ricerca.

17.05.10

eni e la chimica

Il sito nasce dall’esigenza di fare chiarezza sulle origini della vicenda Vinyls e sul coinvolgimento di eni, in quanto la ricerca di una soluzione stabile alla situazione non può prescindere dalla conoscenza dei fatti che l’hanno generata e di quanto accaduto nei mesi scorsi.
 

Le origini della vicenda Vinyls
La situazione di crisi in cui oggi versa Vinyls nasce della decisione della società madre, la multinazionale britannica Ineos, di fermare le attività di produzione nel settore del CVM-PVC in Italia negli impianti di Porto Torres, Porto Marghera e Ravenna. Da quel momento si sono succeduti tentativi di salvataggio e rilancio della produzione, che fino ad oggi purtroppo non hanno avuto esito positivo.
Dopo il fallimento dell’acquisizione della Vinyls da parte di un imprenditore italiano, l’azienda è stata posta in amministrazione controllata, gestita da commissari straordinari nominati dal Tribunale sotto la vigilanza del Ministero dello Sviluppo economico. Con Vinyls in amministrazione controllata, la Ramco, multinazionale basata in Qatar, ha manifestato il proprio interesse a rilevarne le attività, avviando un confronto con i commissari straordinari.
Tale confronto ha coinvolto Eni in qualità di proprietaria di impianti che forniscono materie prime alla Vinyls Italia. Ramco infatti intendeva esplorare la possibilità di integrare il ciclo di produzione del PVC ed Eni ha formalizzato la disponibilità alla cessione di questi impianti.
Il 5 maggio si è tenuto un incontro al termine del quale il Ministero dello Sviluppo Economico, Ramco e Eni hanno espresso soddisfazione riguardo agli importanti progressi nei negoziati. Qualche giorno dopo, Ramco ha inaspettatamente comunicato la propria rinuncia.
Il Ministero dello Sviluppo Economico ha emesso un comunicato con il quale invita Ramco a fornire chiarimento sulla rinuncia sulla condotta negoziale, sottolineando il contrasto con lo spirito di collaborazione e le incoraggianti conclusioni dell’incontro precedente.
 

Il ruolo di Eni
Nella difficile situazione di crisi determinatasi a seguito della decisione di Ineos di abbandonare l’Italia, Eni non ha mai smesso di contribuire alla ricerca di soluzioni.
In primo luogo, Eni ha continuato a fornire materie prime alla Vynils Italia fino alla fermata degli impianti malgrado l’ingente credito accumulato (circa 100 milioni di Euro).
In secondo luogo, Eni ha firmato con i commissari prima e Ramco dopo un’intesa sulle forniture dei prodotti necessari al riavvio degli impianti a condizioni particolarmente favorevoli in termini di quantità, prezzi e tempistica di consegna.
Da ultimo, Eni si è resa disponibile a cedere, a Ramco ed a qualunque potenziale acquirente interessato, tutti gli impianti e infrastrutture necessari all’integrazione della filiera produttiva.
 

Per saperne di più, visita ilsito “eni e la chimica

05.08.08

L'impegno di Eni per l'efficienza energetica

L’Efficienza Energetica e lo sviluppo sostenibile sono per Eni parte di un ampio percorso intrapreso per identificare e attuare impegni e azioni concrete con l’obiettivo di gestire nell’eccellenza la complessità di una grande impresa integrata nell’energia e costruire un futuro migliore per tutti noi.

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10.01.07

Impegno sociale Eni in Nigeria

Tra le compagnie internazionali che operano in Nigeria, Eni è una delle più impegnate nel sostegno di oltre 290 comunità locali attraverso lo sviluppo di numerosi Nigeriaprogetti nel Delta del Niger. Gli interventi coprono un’area molto vasta che interessa quattro Stati: Rivers, Bayelsa, Delta e Imo State e sono stati avviati da Eni, attraverso la sua consociata NAOC, a partire dagli anni 80.
Eni è stata infatti una delle prime compagnie a comprendere la necessità di fornire un aiuto concreto nelle aree in cui opera, migliorando le condizioni di vita delle comunità locali, creando numerose opportunità di lavoro per le popolazioni e realizzando allo stesso tempo le condizioni perché la ricerca e produzione di idrocarburi potessero continuare senza interruzioni.
L’attenzione e l’impegno sociale di Eni nel Delta del Niger hanno permesso che nel corso degli anni si venisse a creare una condizione di disturbo dell’attività produttiva minore di quella che contemporaneamente vedeva coinvolte altre compagnie impegnate nella stessa area.
Ed è in virtù dei risultati conseguiti da Eni che altri operatori hanno preso a modello il nostro approccio, traendo spunto da uno dei nostri primi progetti sociali denominato “Green River Project” (GRP). Tra i progetti più importanti ricordiamo anche, in campo sanitario, il “Roll-Back Malaria” per la cura e la prevenzione della malaria.
L’impegno quotidiano della NAOC si traduce inoltre nella sottoscrizione di accordi con le comunità locali per necessità specifiche che di volta in volta si creano nello svolgimento delle attività operative.
Eni dal 1998 ad oggi ha realizzato investimenti in attività sociali per circa 97 milioni di US$, 20 milioni dei quali per il solo progetto Green River Project.
Grazie alle iniziative condotte da Eni in campo sociale negli ultimi dieci anni, le perdite di produzione causate da tensioni sociali hanno subito una considerevole riduzione, passando da circa il 12% nel 1998 , a meno dell’1% nel 2005.

Eni si è inoltre attivata a fronte di emergenze specifiche, come per la recente tragica esplosione di un oleodotto verificatasi a Lagos il 26 dicembre scorso, esplosione che ha provocato la morte di 284 persone e il ferimento di altre 42. Eni ha inviato sul posto medicinali, apparecchiature indispensabili e un equipe medica formata da specialisti in chirurgia plastica e anestesia, più personale infermieristico da sala operatoria. Sul posto è stata presente da subito una prima equipe medica dell’ Eni impegnata nel difficile compito di cura e assistenza delle vittime del disastro.

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04.12.06

Enrico Mattei: L'Eredità più preziosa

Enrico Mattei Nei giorni successivi alla tormentata fine della guerra civile in Italia, Enrico Mattei venne incaricato di liquidare le attività dell’Agip. Invece scelse di disattendere questa indicazione, per conseguire un obiettivo che riteneva fondamentale: garantire al Paese un’impresa energetica nazionale, che dal 1953 si chiamerà Eni, in grado di assicurare quanto serviva ai bisogni delle famiglie e allo sviluppo della piccola e media impresa, a prezzi più bassi rispetto a quelli degli oligopoli internazionali.
Dossier "Cento anni dalla nascita di Enrico Mattei" - su www.eni.it