11.12.18

Eni annuncia lo start-up del campo di Vandumbu nel Blocco 15/06, nell’offshore dell’Angola

Il ramp-up di Vandumbu porterà ad una produzione totale di 170.000 barili di petrolio al giorno.

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24.10.18

Eni presenta il secondo volume della World Oil, Gas and Renewables Review

Eni presenta il secondo volume della World Oil, Gas and Renewables Review, la rassegna statistica mondiale che quest’anno ha raggiunto la diciassettesima edizione. Il volume segue il primo pubblicato a luglio, focalizzato sul mercato del petrolio e sull’industria della raffinazione. Fornisce dati e statistiche sul gas naturale, sui biocombustibili e sulle nuove fonti energetiche rinnovabili (eolico e solare) che stanno acquisendo un ruolo sempre più importante nel panorama energetico guidando la transizione verso un sistema energetico meno carbon intensive e più sostenibile.

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31.07.18

Eni presenta la 17a edizione della World Oil, Gas and Renewables Review

Eni presenta la 17a edizione della World Oil, Gas and Renewables Review, la rassegna statistica mondiale su petrolio, gas naturale e fonti rinnovabili

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19.03.18

Eni annuncia lo start-up della produzione di petrolio dal campo di Ochigufu, nell’offshore dell’Angola

Questo start-up, raggiunto in un anno e mezzo dalla presentazione del Piano di Sviluppo, è il primo per Eni nel 2018, ed è anche il primo start-up dell’anno in Angola.

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31.10.17

Eni presenta il secondo volume della World Oil and Gas Review

Eni presenta il secondo volume della World Oil and Gas Review, la rassegna statistica mondiale su riserve, produzione e consumi di petrolio e gas naturale. Questo secondo volume, che segue la pubblicazione di luglio focalizzata sul mercato del petrolio, fornisce dati e statistiche sul gas naturale, sui biocombustibili e, per la prima volta, sulle nuove energie rinnovabili (eolico e solare).

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24.07.17

Eni presenta la 16a edizione della World Oil and Gas Review

Eni presenta la 16a edizione della World Oil and Gas Review, la rassegna statistica mondiale su riserve, produzione e consumi di petrolio e gas. Un particolare focus è dedicato alla qualità dei greggi e al settore della raffinazione.

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24.11.16

Eni presenta la 15a edizione della World Oil and Gas Review

La domanda mondiale di petrolio è cresciuta di 1,8 Mb/g (+2,0%), uno dei più grandi incrementi di questi ultimi anni, favorito in larga misura dalla discesa del prezzo del petrolio iniziata nella seconda metà del 2014.

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24.03.16

Standard & Poor’s riduce rating Eni

L’agenzia di rating Standard & Poor’s ha abbassato il rating a lungo termine di Eni portandolo a ”BBB+’, con outlook Stabile, dal precedente ”A-’ con CreditWatch con implicazioni negative. Standard & Poor’s ha confermato a ”A-2’ il giudizio a breve termine.

La decisione risulta essere stata presa principalmente a seguito dell’abbassamento dello scenario dei prezzi del petrolio assunto dall’agenzia per le sue valutazioni.

26.11.15

Eni presenta la 14a edizione del World Oil and Gas Review

Eni presenta la 14a edizione della World Oil and Gas Review, la rassegna statistica mondiale su riserve, produzione e consumi di petrolio e gas. Un’attenzione particolare è dedicata alla qualità dei greggi e all’industria della raffinazione.

Nel 2014 si è registrata una lieve crescita delle riserve di petrolio e di gas, con gli Stati Uniti che hanno evidenziato la variazione maggiore, grazie allo sfruttamento del petrolio non convenzionale (tight oil). Il paese è entrato per la prima volta tra i primi 10 detentori di riserve di petrolio e continua a progredire nella classifica dei detentori di riserve di gas.

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06.07.11

Eni avvia la produzione del campo di Appaloosa nel Golfo del Messico

Appaloosa attualmente produce circa 7.000 barili di petrolio equivalente al giorno ed è il secondo campo di Eni la cui produzione è convogliata alla piattaforma Corral, che tratta ora complessivamente 46.600 barili di petrolio equivalente al giorno (33.000 netti Eni).

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23.02.09

Petrolio Scaroni propone una new deal per domanda stabile

L’ad di Eni, Paolo Scaroni, commenta così la sua proposta per una new deal per domanda stabile

“Tormentata da tre diversi fattori che l’hanno destabilizzata negli ultimi tempi (complice la scarsa qualità dei dati, la ricorrenza delle teorie sull’esaurimento delle scorte, la speculazione), l’industria petrolifera necessita oggi – ha sottolineato l’ad di Eni – di una nuova forma di cooperazione: l’idea, ha detto, «potrebbe essere quella di lavorare verso un nuovo ambito contrattuale in grado di assicurare ai produttori di poter contare su una domanda stabile per il loro petrolio, che li porti quindi ad avere entrate stabili. Forse prendendo spunto dalle strutture contrattuali take-or-pay, piuttosto comuni nel mercato del gas»..”

Leggi l’articolo su “Il Sole 24 ore” (25/01/2009): Petrolio, Scaroni propone new deal per domanda stabile

05.11.08

Eni e Libia partner strategici su petrolio e gas

Tra Eni e Libia c’e’ una vera e propria partnership strategica non solo nel petrolio ma anche nel settore del gas. A ribadirlo e’ l’amministratore delegato dell’Eni, Paolo Scaroni, intervenendo al Convegno italo-libico avvenuto oggi alla Farnesina sul Trattato di Amicizia firmato a Bengasi il 30 agosto scorso.

”La Libia, che sta assumendo un ruolo sempre piu’ importante nell’approvvigionamento energetico dell’Italia e dell’Europa, e’ il nostro maggiore fornitore e noi siamo il primo operatore straniero nel Paese”, ha spiegato Scaroni sottolineando la presenza di numerose iniziative in campo energetico che rendono ancor piu’ forti i legami ”gia’ molto stretti” tra i due Paesi.”

Leggi l’articolo su “Asca” (30/10/2008): Scaroni, Eni e Libia partner strategici su petrolio e gas


11.03.08

Eni: scoperto un nuovo giacimento petrolifero

Eni annuncia di aver scoperto un nuovo giacimento petrolifero nel mare di Timor, un’area che dista 500 chilometri dalle coste australiane ed amministrata da Australia e Timor Est.

 

“Eni ha effettuato una nuova scoperta di petrolio nel mare di Timor, in un’area amministrata congiuntamente da Australia e Timor Est. Il pozzo esplorativo Kitan-1, situato nel permesso JPDA 06-105 a circa 500 km dalle coste australiane, è stato perforato a una profondità di 3.658 metri evidenziando una significativa presenza di idrocarburi. Eni è operatore del permesso JPDA 06-105 con una quota del 40%. Gli altri partner sono Inpex (35%) e Talisman Resources (JPDA 06-105) Pty Limited (25%). I test iniziali hanno evidenziato una produzione di 6.100 barili di petrolio al giorno. I dati preliminari saranno ora utilizzati per definire al meglio le potenzialità del giacimento.”

 

Leggi l’articolo su “Repubblica” (10/03/2008): Eni: nuova scoperta di petrolio nel mare di Timor

 

“Eni ha scoperto un nuovo giacimento di petrolio nel mare di Timor che, secondo le rilevazioni iniziali, potrebbe avere una produzione di 6.100 barili al giorno.Lo annuncia una nota del gruppo energetico, precisando che Eni è operatore del permesso dove è stato perforato il pozzo esplorativo – a circa 500 chilometri dalle coste australiane – con una partecipazione del 40%. Gli altri partner sono la giapponese Inpex (al 35%) e Talisman Resources al 25%.”

 

Leggi l’articolo su “Reuters Italia” (10/03/2008): Eni, scoperto pozzo in mare Timor da potenziali 6.100 barili

03.03.08

Eni sbarca nell’Orinoco: accordo siglato in Venezuela

La più grande compagnia petrolifera italiana e la venezuelana Petroleos hanno stretto un patto da 10 miliardi di dollari per produrre petrolio nella zona sud americana dell’Orinoco. Secondo Scaroni, l’intesa cambierà il profilo del gruppo”.

“Un “importante accordo strategico” per lo sviluppo di un’area petrolifera nella Faja dell’Orinoco. Lo hanno firmato a Caracas l’amministratore delegato dell’Eni, Paolo Scaroni, e il ministro dell’Energia della Repubblica Bolivariana del Venezuela e presidente della Compagnia petrolifera nazionale venezuelana Pdvsa, Rafael Ramirez, alla presenza del ministro degli Esteri italiano, Massimo D’Alema. La Faja dell’Orinoco, spiega l’Eni, è il più grande deposito di idrocarburi pesanti mai scoperto al mondo, con una quantità di olio in posto pari a 1.300 miliardi di barili e ingenti riserve al momento valorizzate solo in piccola parte (la produzione attuale è di circa 600mila barili al giorno). L’accordo riguarda ‘Junin 5’, uno dei blocchi petroliferi più promettenti della Faja. Junin 5 è nello Stato di Anzoategui, circa 550 chilometri a sud-est di Caracas, e si sviluppa su un’area di circa 670 chilometri quadrati: all’interno del blocco sono stimate risorse potenziali per oltre 2,5 miliardi di barili, già confermate da numerosi pozzi esplorativi.”

Leggi l’articolo su “Alice News” (29/02/2008): ENI; FIRMATO ACCORDO IN VENEZUELA PER SVILUPPO AREA ORINOCO

“L’area assegnata all’Eni, in parte già esplorata, è situata nello Stato venezuelano di Anzoátegui, 550 chilometri a Sud-est della capitale, e possiede un potenziale di riserve di oltre 2,5 miliardi di barili. In una prima fase, che secondo quanto ha comunicato l’Eni dovrebbe durare fino al 2010, italiani e venezuelani eseguiranno gli studi per il calcolo esatto delle riserve utilizzabili. Tra due anni, il giacimento dovrebbe già essere in grado di produrre 30mila barili di olio pesante al giorno. Il grosso degli investimenti dovrebbe però cominciare a partire dal 2010, per protrarsi fino al 2014. In questo quadriennio, per portare la produzione giornaliera a 300mila barili, «i due gruppi dovranno investire nel complesso – dichiara al Sole-24 Ore Paolo Scaroni, amministratore delegato dell’Eni – 10 miliardi di dollari: 4 miliardi di nostra competenza e 6 di competenza della Pdvsa». Gli idrocarburi estratti dal blocco Junin 5, prima di essere immessi sul mercato, saranno sottoposti a uno speciale trattamento in un impianto che dovrà essere realizzato e che sfrutterà una tecnologia dell’Eni (denominata Est, Eni slurry technology) già sperimentata in Italia in un paio di raffinerie. Con questo trattamento, che consiste nel ridurre le quantità di carbonio dell’olio estratto e nell’aumentare quelle di idrogeno, gli idrocarburi pesanti dell’Orinoco saranno resi più leggeri prima di essere messi in vendita.”

Leggi l’articolo su “Il Sole 24 Ore” (01/03/2008): Eni, intesa col Venezuela sul petrolio dell’Orinoco

21.12.06

Il Paradosso del ‘caropetrolio’

Liberazione, 21-12-2006
Le crisi energetiche e gli allarmi ambientali possono trasformarsi in una grande opportunità (anche economica), non più rinviabile: uno sviluppo sostenibile basato su razionalità dei consumi e ricerca tecnologica, ridistribuzione equa delle risorse.
Senza dover rinunciare al petrolio. (…) Anche di questo abbiamo parlato con Paolo Scaroni, Amministratore Delegato Eni, sesto gruppo petrolifero mondiale per giro d’affari. “Considerare caro il petrolio a 79 dollari il barile è più una questione di percezione. Ci siamo abituati a pagare poco risorse preziose come il petrolio, il gas ed anche l’acqua, quasi ci appartenessero per diritto divino. Certo, ai prezzi attuali, il petrolio ci sembra caro. Ma se vi venisse in mente di comprare un barile di coca cola o di aranciata lo paghereste più del doppio”. Scaroni continua: “Una politica mondiale delle risorse basata sulla ragione dovrebbe, attraverso l’educazione e senza ledere le scelte personali, spingere verso un uso più efficiente del petrolio nei paesi industrializzati, piuttosto che colpevolizzare la crescita impetuosa dell’economia cinese o i Paesi produttori di petrolio”.