18.03.08

Paolo Scaroni vince il premio “Petroleum Executive of the Year”

Paolo Scaroni è il vincitore del premio “Petroleum Executive of the Year” per il 2008. Come ogni anno, il Petroleum Executive Award premia il top manager dell’industria petrolifera riuscito a distinguersi maggiormente.

“L’amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, e’ il vincitore per il 2008 del prestigioso premio “Petroleum Executive of the Year”, assegnato da Energy Intelligence in collaborazione con l’International Herald Tribune. Paolo Scaroni diventa cosi’ il primo italiano ad ottenere l’ambito riconoscimento, universalmente ritenuto il piu’ importante dell’industria petrolifera. Il Petroleum Executive premia ogni anno il top manager che si e’ maggiormente distinto, secondo la valutazione dei suoi omologhi, per il contributo all’intera industria petrolifera.”

Leggi l’articolo su “Repubblica” (17/03/2008): ENI: A SCARONI PREMIO ‘PETROLEUM EXECUTIVE OF THE YEAR’

“Prestigioso riconoscimento per l´amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni. Al numero uno del gruppo Eni è andato il premio “Petroleum Executive of the Year” 2008, assegnato da Energy Intelligence in collaborazione con l´International Herald Tribune. Paolo Scaroni è il primo italiano ad ottenere questo riconoscimento che premia ogni anno il top manager che si è maggiormente distinto, secondo la valutazione dei suoi omologhi, per il contributo all´intera industria petrolifera.”

Leggi l’articolo su “Finanza online” (17/03/2008): Eni: Scaroni vince il premio “Petroleum Executive of the Year”

05.01.07

Scaroni: “Italiani, quanto siete ipocondriaci”

Il Mondo, 5 gennaio 2007
Paolo Scaroni lamenta un’“ipocondria” tipicamente italiana, che porta il Paese a non investire adeguatamente nel futuro.
In particolare, Scaroni pensa ai numerosi ostacoli, frapposti soprattutto dall’opinione pubblica, alla costruzione di infrastrutture.
La proposta che il numero uno di Eni rivolge allora ai politici è quella di non essere “perennemente alla ricerca del consenso”, ma di “informare e formare l’opinione pubblica”, dimostrandole che molte infrastrutture ritenute nocive per la salute in verità non sono tali.

24.12.06

Paolo Scaroni: intervista al Sunday Times

Lo scorso mese Eni – il più grande distributore di gas in Europa e la sesta più grande compagnia petrolifera del mondo – ha annunciato un accordo con il colosso del gas Gazprom che permetterà ai russi di vendere gas direttamente ai consumatori italiani.
“L’accordo che abbiamo firmato con Gazprom è un classico esempio – afferma Paolo Scaroni -. Per realizzarlo ad alti livelli sono necessarie perseveranza e il team giusto”. “Il consumo di gas – aggiunge – sta crescendo così tanto che basta stare al suo passo per aumentare il fatturato”.
Leggi l’articolo completo sul Sunday Times (in inglese):
Energy chief pushes Italy into arms of Russian bear

21.12.06

Paolo Scaroni: Il patto dei trent’anni

Panorama Economy, 21-12-2006
“La cosa che non mi faceva dormire la notte era quella di svegliarmi alla mattina e leggere che tutto questo gas sarebbe andato verso la Cina, l’India o la Corea, facendoci perdere così questa energia preziosa. Questa era la vera preoccupazione”. Così parlò l’amministratore delegato Eni, Paolo Scaroni, in occasione del seminario milanese di inizio dicembre della fondazione Italianieuropei.
Da due settimane, però, le sue notti dovevano essersi fatte decisamente più tranquille, visto che al 14 novembre risale la conclusione dello storico accordo con Gazprom. (…) Eni conta di ricavare circa 6 miliardi di euro l’anno dalla distribuzione del gas russo sul territorio nazionale.

21.12.06

Il Paradosso del ‘caropetrolio’

Liberazione, 21-12-2006
Le crisi energetiche e gli allarmi ambientali possono trasformarsi in una grande opportunità (anche economica), non più rinviabile: uno sviluppo sostenibile basato su razionalità dei consumi e ricerca tecnologica, ridistribuzione equa delle risorse.
Senza dover rinunciare al petrolio. (…) Anche di questo abbiamo parlato con Paolo Scaroni, Amministratore Delegato Eni, sesto gruppo petrolifero mondiale per giro d’affari. “Considerare caro il petrolio a 79 dollari il barile è più una questione di percezione. Ci siamo abituati a pagare poco risorse preziose come il petrolio, il gas ed anche l’acqua, quasi ci appartenessero per diritto divino. Certo, ai prezzi attuali, il petrolio ci sembra caro. Ma se vi venisse in mente di comprare un barile di coca cola o di aranciata lo paghereste più del doppio”. Scaroni continua: “Una politica mondiale delle risorse basata sulla ragione dovrebbe, attraverso l’educazione e senza ledere le scelte personali, spingere verso un uso più efficiente del petrolio nei paesi industrializzati, piuttosto che colpevolizzare la crescita impetuosa dell’economia cinese o i Paesi produttori di petrolio”.

21.12.06

Petrolio giù. Ma sarà l’anno del gas

Il Mondo, 21-12-2006
Il prezzo del petrolio calerà ancora un po’ nel corso del 2007. Ma il prossimo sarà soprattutto l’anno del gas: i consumi saliranno del 2-3%, non poco. E’ questa la previsione di Paolo Scaroni, 60 anni, amministratore delegato Eni, prima società italiana per capitalizzazione di Borsa. “Prevediamo – dice Scaroni per quanto riguarda il prezzo del petrolio – una leggera discesa rispetto ai valori attuali, già più bassi del 10-15% rispetto ai picchi. Ma chi fa previsioni sul petrolio sbaglia, e io non credo di fare eccezioni”. Sul “fronte gas”, Scaroni parla anche degli accordi con la Russia di Putin, ricordando che “l’Italia fu il primo Paese a importare gas dalla Russia. Per questo oggi le trattative con Mosca sono per noi più facili rispetto agli altri Stati dell’Unione europea”.

20.12.06

Eni-Gazprom, l’intesa punto per punto

Il Messaggero, 20-12-2006
Il gruppo italiano Eni potrebbe entrare in Novatek con il 19%, i russi di Gazprom in Kazakistan. Entro il 31 dicembre si chiude la parte commerciale dell’accordo firmato a Mosca in novembre dalle due società. Nell’Agreement coinvolta anche l’Enel per partecipare alla gara per Artikgas e per gli assets di Urengoil. Collaborazioni nel gas liquefatto. Come contropartita per l’ingresso in Russia della società italiana guidata da Paolo Scaroni, la Gazprom potrebbe acquisire quote in Libia, Egitto e Ecuador, dove Eni è già presente.
Il Messaggero – vai al sito

06.12.06

Scaroni: dalla Russia con calore

Paolo Scaroni, amministratore delegato Eni, in un intervista a Panorama spiega il valore dell’accordo firmato martedì 14 novembre a Mosca con i vertici della Gazprom.
Forniture di gas all’Italia per 30 anni e sfruttamento di alcuni giacimenti siberiani di petrolio.
In cambio il colosso russo entrerà nel capitale dell’Enipower, ma non nella rete italiana del gas.

Leggi l’articolo “Scaroni: dalla Russia con calore ” su Panorama.it

31.10.06

Paolo Scaroni AD Eni e Neelie Kroes, commissario UE per la concorrenza

In un colloquio a due voci con la Stampa il 31.10.2006, l’Amministratore Delegato dell’Eni Paolo Scaroni e Neelie Kroes, commissario UE per la concorrenza dibattono sui vincoli del mercato unico dell’energia che in Europa stenta a prendere forma.
Poca trasparenza, ha stigmatizzato la signora dell’Antitrust in un discorso tenuto il giorno prima a Lisbona: i colossi europei devono scorporare la rete.
Giusto messaggio, risponde Paolo Scaroni attraverso la Stampa, bisogna fare il mercato senza frontiere e sciogliere il nodo dell’integrazione verticale con una società unica europea per la gestione delle reti comuni.
Continua la lettura di Paolo Scaroni AD Eni e Neelie Kroes, commissario UE per la concorrenza»

03.10.06

Paolo Scaroni intervistato da Affari Italiani

Paolo Scaroni ad Affari Italiani fa il punto sul prezzo del petrolio, sulle riserve mondiali, sulle prospettive energetiche delle generazioni future e sui doveri dei Paesi industrializzati.
” L’uso razionale delle risorse del pianeta, delle quali non siamo proprietari ma solo custodi, è un percorso ineludibile per la nostra generazione e soprattutto per aziende leader come Eni.
Lo spreco insito nei comportamenti dei Paesi ricchi amplia la distanza tra Occidente opulento e resto del mondo. Una divaricazione che non possiamo consentire, per ragioni etiche, ma anche per l’instabilità che provoca”.
E spiega perché nelle relazioni con i Paesi produttori Enrico Mattei aveva visto giusto.